Punti chiave
- Approvata la riforma: Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo alle nuove norme sul voto in condotta.
- Maggiore peso del comportamento: Il voto in condotta avrà un impatto più incisivo sulla valutazione complessiva e sull’accesso all’anno successivo per gli studenti.
- Applicazione dal prossimo anno scolastico: Le regole entreranno in vigore a partire dal 2024/2025, coinvolgendo tutte le scuole secondarie.
- Nuove sanzioni educative: La riforma introduce percorsi e attività educative obbligatorie in caso di insufficienze sul comportamento.
- Prossimi passaggi attuativi: Il Ministero dell’Istruzione fornirà le linee guida operative nei prossimi mesi.
Introduzione
Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via definitiva la riforma sul voto in condotta nelle scuole italiane. Dal prossimo anno scolastico 2024/2025, il comportamento degli studenti avrà un peso maggiore sulla valutazione finale e sull’ammissione all’anno successivo. La riforma introduce percorsi educativi obbligatori in caso di insufficienza, rafforzando il ruolo educativo delle sanzioni.
Che cosa prevede la riforma approvata
La riforma recentemente approvata dal Parlamento modifica in modo sostanziale la valutazione del comportamento degli studenti nelle scuole italiane. Il cambiamento principale riguarda il peso del voto in condotta, che diventa determinante per la promozione all’anno successivo in tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado.
Per gli studenti delle scuole medie, un voto di condotta insufficiente (inferiore a 6/10) comporterà la non ammissione alla classe successiva o all’esame di Stato. Nelle scuole superiori, il voto di 5 in condotta determinerà la bocciatura, mentre il 6 avrà un impatto negativo sul credito scolastico per l’Esame di Stato.
La riforma prevede anche attività di cittadinanza solidale per gli studenti con insufficienza in condotta. Secondo il Ministro dell’Istruzione, questi percorsi sono pensati per responsabilizzare gli studenti attraverso esperienze concrete di impegno civico.
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Impatti concreti su studenti e valutazione
Il nuovo sistema di valutazione del comportamento ripristina la centralità del voto in condotta nel curriculum dello studente. Un’insufficienza in condotta avrà conseguenze immediate e dirette sul percorso scolastico, riportando la valutazione del comportamento a essere più strutturata.
Gli studenti sospesi per più di due giorni saranno chiamati a svolgere attività scolastiche di riflessione e approfondimento sui valori della cittadinanza attiva. Queste attività, che sostituiscono la semplice assenza da scuola, saranno valutate dal consiglio di classe e incideranno direttamente sul voto di condotta.
La riforma interviene anche sui criteri di assegnazione del voto in condotta nella scuola primaria, reintroducendo il giudizio sintetico. I docenti dovranno adeguare i parametri di valutazione seguendo le nuove linee guida ministeriali.
Responsabilità e compiti dei docenti
I consigli di classe saranno più coinvolti e avranno maggiore responsabilità nella determinazione del voto in condotta. Questo dovrà essere assegnato in modo collegiale considerando l’intero anno scolastico. Sarà importante documentare con precisione eventuali episodi di comportamento inadeguato e le relative misure disciplinari adottate.
I docenti dovranno partecipare alla progettazione delle attività di cittadinanza solidale per studenti sospesi o con insufficienze in condotta. Queste attività richiederanno una programmazione specifica e una valutazione formativa attenta, basata sull’impegno e sulla partecipazione dello studente.
La riforma prevede inoltre che il collegio docenti aggiorni il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) e il regolamento d’istituto per includere i nuovi criteri di valutazione del comportamento. La circolare ministeriale specifica che ogni scuola dovrà concretizzare le nuove disposizioni secondo il proprio contesto educativo.
Tempistiche di attuazione e aspetti operativi
La riforma entrerà in vigore dall’anno scolastico 2024/2025, prevedendo un periodo transitorio per consentire l’adeguamento dei regolamenti interni delle scuole. I collegi docenti dovranno deliberare le modifiche ai criteri di valutazione entro l’inizio del prossimo anno scolastico.
Il Ministero dell’Istruzione pubblicherà entro tre mesi le linee guida operative a sostegno delle scuole nell’implementazione della riforma. Queste linee guida offriranno indicazioni pratiche sulla progettazione delle attività di cittadinanza solidale e sulle modalità di valutazione.
Le segreterie scolastiche saranno chiamate ad aggiornare i modelli di documento di valutazione con il nuovo sistema del voto in condotta. Anche i sistemi di registro elettronico dovranno essere adeguati per rispecchiare le modifiche normative e facilitare la tracciabilità delle attività di recupero.
Confronto con il sistema precedente
Il sistema di valutazione precedente, introdotto dalla riforma del 2017, aveva ridotto il peso del voto in condotta, escludendolo dall’influenza diretta sulla promozione per la scuola secondaria di primo grado. La normativa attuale ripristina invece il ruolo centrale del comportamento nella valutazione complessiva dello studente.
In passato, la sospensione dalle lezioni si traduceva semplicemente in giorni di assenza, senza proposte di attività alternative strutturate. Il nuovo approccio trasforma le sanzioni disciplinari in percorsi educativi; richiede la partecipazione attiva dello studente ad attività formative specifiche.
Per la scuola secondaria, la valutazione torna a essere espressa in decimi, abbandonando il sistema di giudizi descrittivi. Questo cambiamento significa che i docenti dovranno aggiornare i propri criteri di valutazione e abituarsi nuovamente all’uso della scala numerica.
Prossimi passaggi per le istituzioni scolastiche
Le scuole dovranno riunire i dipartimenti e convocare collegi docenti straordinari per pianificare l’attuazione della riforma. Il dirigente scolastico sarà responsabile del coordinamento per l’aggiornamento dei regolamenti d’istituto entro giugno 2024.
Sarà necessario formare i consigli di classe sui nuovi criteri di valutazione del comportamento. Il Ministero dell’Istruzione organizzerà webinar formativi per dirigenti e docenti a partire da settembre 2024, al fine di chiarire gli aspetti operativi della riforma.
Inoltre, le scuole dovranno attivare convenzioni con enti locali e organizzazioni del terzo settore per realizzare le attività di cittadinanza solidale. La circolare applicativa sottolinea l’importanza di creare una rete territoriale, a supporto della dimensione educativa delle attività alternative alle sospensioni tradizionali.
Conclusione
La riforma del voto in condotta riafferma il ruolo centrale del comportamento nella valutazione scolastica, ridefinendo criteri e responsabilità per docenti e studenti. Le scuole sono ora chiamate a un attento adeguamento organizzativo e formativo in vista dell’entrata in vigore dal 2024/2025. Da monitorare: l’arrivo delle linee guida ministeriali entro tre mesi e l’aggiornamento dei regolamenti d’istituto previsto entro giugno 2024.
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