Punti chiave
- Il 19 novembre 2025 viene lanciato dal Ministero il progetto nazionale sulle competenze emotive in 70 scuole, segnando un nuovo passo per il benessere formativo e l’aggiornamento insegnanti.
- L’attenzione odierna è rivolta a investimenti territoriali e a iniziative didattiche innovative.
- Il Ministero dell’Istruzione avvia un progetto dedicato alle competenze emotive che coinvolge 70 scuole su tutto il territorio nazionale.
- L’Emilia-Romagna stanzia 5 milioni di euro per programmi di benessere formativo nelle scuole regionali.
- Nasce “Spazio Emozione” per sostenere l’educazione affettiva nelle scuole primarie, ampliando il supporto socio-emotivo.
- In arrivo un ciclo di webinar per docenti sull’uso consapevole dell’intelligenza artificiale e strategie di aggiornamento insegnanti.
- Si evidenziano strumenti concreti per la personalizzazione didattica e la gestione di classi eterogenee.
Introduzione
Il 19 novembre 2025 il Ministero dell’Istruzione lancia un progetto nazionale sulle competenze emotive che coinvolge 70 scuole in tutta Italia, segnando un avanzamento nell’aggiornamento insegnanti e nella promozione del benessere formativo. La rassegna offre un quadro sulle nuove risorse destinate alle scuole e sulle iniziative a supporto dello sviluppo professionale e della personalizzazione didattica.
Notizia principale
Riforma della formazione docenti in discussione al Senato
Il disegno di legge per la riforma della formazione degli insegnanti è stato discusso il 18 novembre 2025 in Commissione Istruzione al Senato, con l’obiettivo di rivedere il sistema di aggiornamento professionale dei docenti italiani. La proposta prevede un obbligo annuale di 25 ore di formazione per ciascun insegnante e l’istituzione di una piattaforma digitale centralizzata per monitorare i percorsi individuali.
Il Ministro dell’Istruzione ha dichiarato che la qualità dell’istruzione è strettamente legata a una formazione continua del corpo docente sulle metodologie più efficaci. La riforma mira a superare la frammentazione, creando percorsi strutturati e riconosciuti a livello nazionale.
I sindacati hanno sottolineato il rischio di un aumento dei carichi di lavoro. La CISL Scuola ha suggerito la necessità di un riconoscimento economico per le ore aggiuntive richieste. Le consultazioni con esperti del settore e rappresentanti delle associazioni continueranno nelle prossime settimane.
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Contenuti della riforma
Il progetto si articola in quattro aree principali: competenze digitali, metodologie innovative, inclusione scolastica e gestione delle dinamiche relazionali. Ogni docente dovrà completare almeno un modulo per ciascuna area nell’arco di un triennio, con verifiche periodiche.
La piattaforma digitale nazionale offrirà ai docenti la possibilità di scegliere tra corsi accreditati dal Ministero, mantenendo un portfolio digitale aggiornato. Si prevede una migliore distribuzione delle risorse formative su tutto il territorio.
Secondo i dati discussi in Commissione, attualmente solo il 37% degli insegnanti partecipa regolarmente ad attività di aggiornamento, con forti disparità tra Nord (46%) e Sud (29%).
Risorse e implementazione
Il piano prevede 180 milioni di euro di investimenti tra il 2026 e il 2028, finanziati in parte dal PNRR e in parte dal bilancio ordinario del Ministero. Sessanta milioni saranno destinati alla piattaforma digitale, e 120 milioni ai corsi di formazione.
L’implementazione sarà graduale. Una fase pilota, da gennaio 2026, coinvolgerà 1.500 scuole, con un’estensione a livello nazionale a partire dall’anno scolastico 2026/2027. Università ed enti di ricerca accreditati saranno gli erogatori dei corsi, in collaborazione con reti scolastiche.
Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso un parere complessivamente favorevole, invitando a vigilare sulla sostenibilità dei tempi. Il Consiglio sottolinea l’importanza di evitare una formazione meramente burocratica e di offrire reali opportunità di crescita ai docenti.
In breve oggi
Innovazione didattica
Finanziati 200 nuovi laboratori STEM nelle scuole
Il Ministero dell’Istruzione ha annunciato il finanziamento di 200 nuovi laboratori STEM nelle scuole secondarie, con un investimento di 45 milioni di euro all’interno del programma “Scuola 4.0”. L’iniziativa mira a potenziare l’apprendimento scientifico attraverso strumenti come stampanti 3D, kit robotici e sistemi per esperienze interattive.
Le scuole sono state scelte in base ai progetti didattici innovativi presentati e all’equilibrio geografico. Il 40% dei laboratori verrà realizzato nel Mezzogiorno per ridurre il divario territoriale. I laboratori saranno attivati entro giugno 2026 e dovranno generare almeno tre progetti didattici trasversali ogni anno.
Progetto pilota per il digitale nella scuola primaria
A gennaio 2026 partirà “Piccoli Programmatori Crescono”, un progetto per introdurre pensiero computazionale e programmazione in 500 scuole primarie italiane. Gli insegnanti riceveranno una formazione di 40 ore e materiali didattici appositamente predisposti. L’approccio privilegiato sarà “unplugged”, con attività logiche e collaborative anche senza dispositivi digitali.
Un team universitario monitorerà i risultati, valutando l’impatto sulle competenze logico-matematiche degli alunni. Il Ministero ha previsto uno stanziamento di 12 milioni per la prima fase e una possibile estensione a tutte le scuole primarie dal 2027/2028.
Valutazione e monitoraggio
Nuovo sistema di valutazione per i progetti educativi
L’INVALSI ha presentato le nuove linee guida per la valutazione dei progetti educativi scolastici, attive da settembre 2026. Il modello si basa su indicatori misurabili e coinvolge attivamente studenti e famiglie nel processo valutativo.
Oltre ai test standardizzati, saranno adottati strumenti per misurare l’impatto a medio termine, con follow-up a uno e due anni dalla conclusione dei progetti. L’approccio punta a un monitoraggio continuativo, per valutare non solo la partecipazione ma anche i reali cambiamenti nelle competenze e nei comportamenti degli studenti.
Il sistema include inoltre l’auto-valutazione delle scuole tramite piattaforme online di raccolta e analisi dei dati.
Indagine sulla continuità didattica nelle scuole italiane
Una ricerca dell’Università di Bologna, svolta con il CNR, mostra che la discontinuità didattica ha effetti negativi sui risultati degli studenti. L’indagine, su 350 istituti, rileva che chi cambia più di due docenti della stessa materia alle medie registra un calo medio del 18% nei risultati delle prove standardizzate. L’impatto è più marcato nelle discipline scientifiche e nelle regioni meridionali.
Conclusione
La proposta di riforma per l’aggiornamento insegnanti rappresenta un punto di svolta verso un sistema più strutturato e omogeneo a livello nazionale, con solidi investimenti e attenzione alla qualità formativa. I progetti pilota e le nuove risorse digitali puntano a ridurre i divari e a favorire una crescita professionale concreta per i docenti. Cosa tenere d’occhio: ulteriori sviluppi parlamentari e l’avvio della fase pilota previsto da gennaio 2026.





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